25 Novembre 2020
Spettacoli
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Mister Jason e Lady Medea

  • drammaturgia e regia Paola Marcone
  • con Marco Brinzi e Paola Marcone
  • voci di Dario Marconcini
  • ambientazione sonora Fabio Bartolomei
  • costumi Fondazione CERRATELLI
  • allestimento scenico Riccardo Gargiullo
LEI - “Chi potrebbe mai fargli visita.

Quella puzza ristagnante di uomo solo con la sua
ossessione. Sudore maschio, pesante, denso. Più grande.
Il limite è spinto sempre più in là.I muscoli si gonfiano, sono innaturali. Nessun animale li usa così. Per correre, saltare, aggredire, sbranare, i corpi sono snelli, le fibre sono allungate.
Più forte. Così si crede invincibile.
Combattente e invincibile. Combattente, potente e invincibile.
Affogando i suoi neuroni nel mare viscido del suo turgore”.

LUI - “Non ricordo più chi sono. Ogni tanto arriva lei, a cercare di concludere un dialogo che non ha mai fine.
Mi chiama Mr. Jason. Forse lei sa perché.
Io so solo qual è la mia missione. E so che devo portarla a termine. Non è la prima, né sarà l’ultima.
Ne sono responsabile, del corpo mio e di quello dei miei compagni. Siamo l’incarnazione della violenza giusta, la legittima forza della vendetta”.

LEI - “È ancora lì, a credere di poter vincere ancora. Ancora ad essere convinto che sarà la sua forza a salvare se stesso e la sua parte. Ancora però non sa vedere la sua immagine allo specchio.
Ancora non si interroga sulla contropartita. La sua vita sta scorrendo tra un attacco e l’altro.
Conquistare, vincere. Potere, spazi, gente. In nome di una giustizia che si gestisce con il sangue.
Vero”.

LUI - “Tutto ciò che non è attacco, non è battaglia, non è scontro, lo dimentico. Il mio sentire è solo
fisico. Ho amato. Ho figli. Ma posso fare senza. Lotto anche per loro e per la mia patria. E non sono solo. Diventa più facile uccidere quando si è tutti d’accordo, anche i nemici. Sulla mia possibile morte proietto la mia ombra: vediamo chi arriverà prima, io o lei”.

LEI - “Che la violenza si curi solo con la violenza? Ma non esiste un esercito che abbia mai ottenuto la vittoria, perché dentro il cuore non c’è pace quando si ha ucciso.
Con le divise mascheriamo la bestia che è in noi. Così, apparentemente mansueta e addomesticata, siamo pronti per la commedia della civiltà.
Nel mio grembo di donna solo potenziali soldati. Meglio ucciderli tutti sul nascere, questi generatori di morte. Meglio che non assomiglino ai loro padri. Se vogliono vedere una strage, avranno di che eccitarsi. Così finalmente il mondo potrà sperare in una tregua vera.
Parola di Lady Medea”.

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